“L’anima buona di Lucignolo”

Pubblicata il giorno 7/06/2013

Il nuovo volume di Caracò, collana Teatri di Carta, sarà presentato Mercoledì 12 giugno, ore 17.30 a ‘Libri&Caffè Bistrot letterario’ nel Teatro Mercadante, Piazza Municipio 79

Lanima buona di LucignoloUn libro o un libretto? Tra teatro, narrativa e cinema

Un libro-libretto: non è un gioco di parole ma la vera natura del volume “L’anima buona di Lucignolo”, scritto da Claudio B. Lauri ed edito da Caracò, che sarà presentato mercoledì 12 giugno, alle 17.30, al ‘Libri&caffè Bistrot letterario’ nel Teatro Mercadante.

Libro, perchè è un classico testo da leggere e gustare.
Libretto, perchè contiene il copione originale dell’operetta dark “L’anima buona di Lucignolo. Nel ventre del pescecane”, scritta dallo stesso Lauri, diretta da Luca Saccoia e prodotta da Nerosesamo, in scena il 22 e 23 giugno al Teatro Sannazaro per l’E45 Napoli Fringe Festival.

Il volume è la seconda tappa di un progetto ‘modulare’, che toccherà più campi dell’arte: ieri teatro, oggi letteratura, domani, annunciano gli ideatori, cinema. Il libro è disponibile anche in versione ebook in tutti gli store (iTunes, Amazon, Ibs, ecc).

Durante la presentazione del 12 giugno, insieme all’autore e all’interprete interverranno Giulio Baffi, giornalista e direttore artistico di ‘Benevento Città Spettacolo” ed Hilenia De Falco, direttore di Interno 5 e E45 Napoli Fringe Festival.

La storia

Nel ventre scuro di un circo in rovina, tra un binario morto e una discarica di gabbiani monchi, il vecchio Direttore canta, al ritmo del jazz degli animali morenti, la storia dei ciuchini volanti, Pinocchio e Lucignolo, che furono fratelli di sangue e rivali in amore, quel demone che semina discordie e arma gli eserciti. Pinocchio resta però sullo sfondo, in questo spin-off rischiarato appena dal torpore tetro delle lampadine al tungsteno, eco dello splendore di un tempo, memoria e rabbia per un inganno mai sopito. Le macerie del Circo altro non sono che lo scenario ideale dove preparare una resa dei conti, che arriva fatale e puntuale a coronare un rito di iniziazione puberale mancato, forse perché nato sotto una falsa fede, una sorta di onolatria viscerale, dove la tracotanza acceca tutti, ma dove tutti perdono.

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