Fuori, racconti per ragazzi che escono da Nisida.

Pubblicata il giorno 15/04/2015

Fuori, racconti per ragazzi che escono da Nisida.Siamo felici di annunciare la pubblicazione di Fuori. Racconti per ragazzi che escono da NisidaIl libro, in uscita il 13 aprile per Caracò in formato cartaceo ed ebook è stato anticipato il 4 aprile in uscita in allegato con il Mattino in un’edizione limitata. 

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Il testo, ultimo nato del Laboratorio di Scrittura dell’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida (Napoli) è frutto di un progetto di scrittura curato da Maria Franco e realizzato da nove scrittori (Viola Ardone,  Riccardo Brun, Daniela de Crescenzo, Maurizio De Giovanni, Alessandro Gallo, Antonio Menna, Antonella Ossorio, Valeria Parrella e Patrizia Rinaldi) che dopo “La grammatica di Nisida” e “Parole come Pane” hanno sviluppato a titolo gratuito un nuovo progetto nelle aule dell’Istituto Penale Minorile di Nisida (Napoli), elaborando da quel percorso con i giovani detenuti, altrettanti racconti.

Il passato è l’unica dimensione del tempo che i ragazzi in carcere possiedono davvero. O, meglio, ne sono posseduti, carichi, spesso, di pesi e ferite troppo forti. Il presente è il non-tempo del carcere che, per quanto pieno di attività, incontri, iniziative, si identifica con i giorni, i mesi, gli anni che si desidera passino in fretta, più in fretta che si può. Quanto al futuro, il suo orizzonte si limita, in moltissimi casi, al momento del ritorno in libertà, visto come il culmine di ogni felicità. Oltre il quale non s’intravede niente di niente o ci si illude che, magicamente, ogni problema si risolva e le tessere del proprio puzzle esistenziale trovino forma da sé, oppure si è convinti che, volendo o no, si passerà la boa, ricominciando presto il giro che li riporterà dentro.

Affrontare il discorso sul futuro è accettare una sfida. Perché nessun ragazzo di Nisida, come nessuno di noi, può determinare se vivrà, se sarà in salute, se riuscirà ad ottenere quel lavoro o a sposare quella persona, ma ciascuno può lavorare sul modo in cui affronterà i problemi e le opportunità che il domani gli porterà.

E decidere, di conseguenza, se vuole scrollarsi di dosso le sbarre più opprimenti, quelle dei condizionamenti subiti durante la sua crescita. Se vuole essere più forte del proprio passato, dare un senso di speranza al proprio presente e abitare il futuro con consapevolezza.

“Guardare al dopo Nisida ci è sembrato il modo più giusto per concludere un progetto di scrittura che, iniziato con la trilogia dei Racconti, si è poi articolato ne La Grammatica e La Sintassi, due strade che hanno consentito ai ragazzi di cercare le parole per dirsi. Abbiamo, quindi, approfondito se e come, durante la fase restrittiva ma a forte impatto-rieducativo del carcere, i giovani ospiti di Nisida provano a (ri)costruire nell’immaginario il loro futuro. Se sotto il segno della (facile) continuità oppure sotto quello della (difficile) discontinuità. Ovvero, abbiamo provato a far loro cercare le parole per raccontare il talvolta deciso, spesso incerto, talora ambiguo, mai semplice, formarsi del proprio alfabeto del futuro.”

Maria Franco

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