Perché Caracò

Caracò in napoletano arcaico vuol dire chiocciola. Il legame fra ciò che appartiene alla tradizione e ciò che simboleggia la modernità è il fondamento del nostro modo di pensare. Perché puntiamo a creare qualcosa di profondamente antico come un libro, ma a farlo in maniera nuova, moderna e libera. Al di fuori delle logiche di distribuzione tradizionali e sfruttando al massimo le potenzialità del web. Caracò vuol dire un patto di ferro con il lettore, abolendo ogni forma di mediazione.

Caracò vuol dire raccontare la realtà. Lavorare sul presente. Promuovere autori e formare nuovi lettori, eleggendo scuole e circuiti alternativi a nuovi punti di incontro.

Caracò vuol dire darsi uno statuto etico, diventare un vero e proprio osservatorio civile dove teatro e letteratura possano incrociarsi e produrre un’idea di cultura accessibile e originale. Caracò vuol dire nuove sfide, l’ambizione di ritagliarci uno spazio in un mercato saturo ma legato a logiche vecchie. Crediamo nel lavoro, nelle idee, nella collaborazione. Miriamo a formare testimoni, sia tra chi sceglie di scrivere per noi una storia, sia tra chi decide di leggerla.

Vogliamo riscoprire il ruolo del libraio e il valore delle piccole librerie sul territorio, creando dei POP, dei punti di presenza esclusivi in ogni città, dove sarà possibile trovare i nostri libri. Caracò è tutto questo. O, almeno, proverà ad esserlo.