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#3. Diario di bordo. Le mafie tra percezione e rappresentazione

#3. Diario di bordo. Le mafie tra percezione e rappresentazione

La terza giornata della 4° Festa della Legalità si apre con un convegno in aula magna “Mandori” presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione e dell’Economia. La simbologia mafiosa tra percezione e rappresentazione è stato l’argomento trattato dai professori ospiti.
Nicola Barbieri (Docente di storia della Pedagogia dell’Università di Modena e Reggio Emilia) ha raccontato di come, in questi tre anni, ci sia stato un radicale cambiamento sulla percezione del fenomeno mafioso su tutto il territorio emiliano. Dentro e fuori le aule universitarie.
L’università in particolare ha ricoperto un ruolo importante in questo cambiamento, come ha dichiarato la professoressa Stefania Pellegrini (Docente di sociologia del diritto della Facoltà di Giurisprudenza di Bologna) la quale ha ribadito la grande responsabilità dell’istituzione scuola rispetto alla formazione delle nuove generazioni sul tema delle organizzazioni criminali. Ribadendo l’importanza del ruolo dell’insegnate di fornire ai ragazzi gli strumenti per lo sviluppo di una coscienza civica contro ogni forma di illegalità.
Giuliana Adamo (Docente Trinity College di Dublino) evidenzia come la percezione che il cinema straniero ha del fenomeno criminale sia stata fin dai tempi del padrino “ingiustamente romanzata” senza rendere giustizia all’effettiva realtà del fenomeno.
Marcello Ravveduto (Assegnista di ricerca in Storia Contemporanea Università di Salerno) è intervenuto per spiegare ad una folta platea di ragazzi il rapporto tra le melodie criminali e la loro rappresentazione, evidenziando come non tutta la produzione musicale partenopea sia riconducibile a linguaggi e dinamiche criminali.
Nel primo pomeriggio si è svolto l’incontro Mafie al nord, ovvero territori violati nella sala del Consiglio provinciale Pallazzo Allende.
Il dibattito ha visto come protagonisti Antonio Nicaso (Storico delle organizzazioni criminali), Cesare Giuzzi (Giornalista del Corriere della Sera), Giuseppe Legato (Giornalista della Stampa) e Patrick Wild (Vicepresidente del GAP – Gruppo Antimafia Pio La Torre).
Ciò che emerso dall’incontro e dallo scambio di riflessioni tra gli ospiti è che un territorio sano è quello capace di respingere le mafie solo con degli anticorpi forti, che le mafie sono oggi un modello esportabile perché funzionale alle logiche di potere.
Il nord a tutto ciò non è stato e non sarà estraneo ai fenomeni mafiosi come testimoniano le numerose vicende che caratterizzano le diverse regioni del settentrione a partire ad esempio dalla Lombardia che ha visto fino dagli anni 90 l’evoluzione e il radicamento della ‘ndrangheta sul suo territorio.
Un sorte simile è toccata alle regioni del nord-ovest dove sempre la ‘ndrangheta la fa da padrona battendo la concorrenza con le altre organizzazioni criminali presenti.
Diversa è la conformazione delle organizzazioni criminali lungo la via Emilia fino ad arrivare in Riviera le quali hanno attuato una vera e propria spartizione del territorio istituendo una vera e propria pax mafiosa che permette loro di agire indisturbate in ogni settore dell’economia.
La giornata è continuata con l’assegnazione del Premio Libero Grassi ormai alla sua decima edizione.
#3. Diario di bordo. Le mafie tra percezione e rappresentazioneI tema affrontato dalle varie scuole è stato “Diritti e doveri del lavoro” promosso da Solidaria Onlus di Palermo.
Nel saluto di apertura della Presidente della Provincia Sonia Masini è stato ribadito l’importanza di unire all’azione quotidiana di impegno civile la coerenza anche quando non si hanno esempi positivi.
La giornata si è conclusa al Teatro Herberia di Rubiera con la presentazione del libro Acqusantissima, la chiesa e la ‘ndrangheta: storie di potere, silenzi e assoluzioni di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso.

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Pubblicata il giorno 4/04/2014



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