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#4. Diario di bordo. Sconfiggere le mafie: una sfida possibile

#4. Diario di bordo. Sconfiggere le mafie: una sfida possibileLa quarta ed ultima giornata del 4° Festival della Legalità è iniziata con un incontro carico di significato, di contenuti e riflessioni, i cui protagonisti sono stati Nino Di Matteo (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo), il quale ha ripercorso la storia della mafia siciliana, ricordando i momenti più significativi dell’organizzazione criminale ma anche di quella parte di Stato che ha pagato con la vita il contrasto forte alle organizzazioni criminali. La forza e il potere delle mafie accresce laddove lo Stato si è dimostrato predisposto ad instaurare un dialogo con loro, aumentando il prestigio e la potenza della mafia e confermandone il potere interlocutore e di ricatto che la stessa ha sulla cittadinanza. Senza questo rapporto diretto con la politica le organizzazioni criminali non avrebbero acquisito questo potere ed è proprio da qui che bisogna ripartire, recidendo questo legame forte e facendo, quindi, un grande salto di qualità.

#4. Diario di bordo. Sconfiggere le mafie: una sfida possibile

Mario Conte (Consigliere della Corte d’Appello di Palermo), Nicola Gratteri (Procuratore Aggiunto della DDA di Reggio Calabria) e Antonio Nicaso (Studioso delle organizzazioni criminali).

Mario Conte ha insistito sul ruolo fondamentale dei giovani nel contrasto alle mafie, raccontando storie positive della sua Palermo, condannando ogni forma di compromesso e dialogo con le organizzazioni criminali e lanciando un messaggio di cambiamento forte per le nuove generazioni.

All’intervento di Conte è seguito quello schietto e dirompente di Nicola Gratteri il quale ha spiegato ad una curiosa ed attenta platea di studenti come la ‘ndrangheta riesce a controllare ampi e sempre più numerosi settori dell’economia nazionale e mondiale, a partire dal traffico di cocaina, come negli anni le famiglie ‘ndranghetiste si sono trasformate ed evolute riuscendo a stare al passo con la modernità. L’impegno dei giovani deve tradursi in impegno concreto a partire dalla loro istruzione, dal loro sapere e dalla loro capacità di proporsi al mondo del lavoro in maniera eccelsa e non superficiale, dimostrandosi sempre in grado di avere capacità superiori alle organizzazioni criminali. Solo con una conoscenza attenta e accurata del fenomeno, ribadisce Gratteri, le nuove generazioni avranno una speranza concreta di fronteggiarle e combatterle a 360°.

Pubblicata il giorno 5/04/2014



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