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L’Assessore Malvasi: “Un patto educativo per una cultura della legalità giovanile solidale”

LAssessore Malvasi: “Un patto educativo per una cultura della legalità giovanile solidaleL’Assessore Provinciale Ilenia Malvasi, durante le iniziative su giovani e legalit, propone la costituzione di un gruppo di lavoro che coinvolga anche ragazzi e famiglie. La Presidente Masini: “Per combattere il sistema mafioso occorre un nuovo approccio culturale”.

“I giovani a scuola di legalità”, è questo il tema della seconda giornata di “Noicontrolemafie”, dedicata al padre costituente Piero Calamandrei.
Convegni, ma anche laboratori creativi, spettacoli e tavole rotonde hanno affrontato temi come la democrazia partecipativa, il ruolo della scuola pubblica nella costruzione della coscienza civica, l’analisi dei fenomeni di disagio giovanile come il bullismo che, in determinati contesti di disgregazione valoriale, rischiano di evolvere in una devianza che assomiglia sempre di più a sistema mafioso.
La giornata si è aperta nell’aula magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
“Non è un caso che ad aprire la settimana della legalità siano temi legati ai giovani – ha detto nel suo saluto il prorettore Luigi Grasselli – Lavorare su queste tematiche è un impegno che il sistema universitario deve assumersi, facendo riferimento alla costruzione di un tessuto di comportamenti positivi. Ecco perché abbiamo accolto con soddisfazione l’invito a partecipare a questa manifestazione”.
LAssessore Malvasi: “Un patto educativo per una cultura della legalità giovanile solidale“Con questa iniziativa speriamo di fornirvi informazioni utili a costruire il vostro bagaglio etico e culturale”, ha affermato la presidente Sonia Masini rivolgendosi agli studenti. “I modelli mafiosi si stanno diffondendo in modo preoccupante. In tanti sono morti per combattere la mafia. Eppure questo, purtroppo, non è bastato a scuotere la coscienza del Paese. Serve un approccio culturale nuovo al fenomeno mafioso, serve una nuova consapevolezza”.
Un breve saluto è stato fatto anche da Emma  Davoli, presidente del consorzio Oscar Romero, che da tre anni partecipa all’organizzazione della festa: “Nella vita continuate sempre a farvi domande, sempre. Ricordatevi che non tocca ad altri lavorare per salvaguardare i nostri diritti, tocca a ciascuno di noi”.
“Sono onorata ed emozionata di essere a Reggio Emilia – ha affermato Silvia Calamandrei, nipote di Piero Calamandrei e presidente della biblioteca archivio di Montepulciano dedicata allo statista – Reggio Emilia è stata protagonista della Resistenza, delle giornate del luglio 1960 in cui fu difesa democrazia. Voi ragazzi, che vivete e studiate in questa città, siete dei privilegiati”.
“Nell’ultimo decennio della sua vita – ha proseguito – Piero Calamandrei si impegnò per l’applicazione della Costituzione. Quello che lo preoccupava era il rischio dell’indifferenza alla politica, la politica appartiene ai cittadini. Sapeva bene cosa significava perdere la libertà e pensava fosse fondamentale in questa ottica difendere la scuola. È lì che si seleziona la classe dirigente del domani. Non dimenticatelo mai: la legalità appartiene ai cittadini e ha nella Costituzione il suo orizzonte fondamentale”.
LAssessore Malvasi: “Un patto educativo per una cultura della legalità giovanile solidaleSono quindi seguiti gli interventi di addetti ai lavori che operano all’interno delle scuole, occupandosi di disagio giovanile e di bullismo: Laura Artioli della cooperativa di Prevenzione sociale, Nicola Barbieri, docente di storia della pedagogia, Annamaria Agosti della cooperativa Arcobaleno e Susanna Pietralunga, docente di sociologia delle devianze.
A loro e a tutti i partecipanti si è rivolta Ilenia Malavasi, assessore provinciale alla scuola, invitando a proseguire il lavoro avviato: “Vorrei fare la proposta di costituire un gruppo di lavoro, coinvolgendo anche le famiglie, gli studenti e tutti i soggetti che hanno un ruolo in ambito educativo. Dobbiamo prenderci insieme l’impegno di ricostruire una cultura giovanile solidale con il rispetto delle regole e delle persone. Dobbiamo sottoscrivere un vero e proprio patto educativo, dove tutti lavorano per una fase costituente, una comunità non può vivere bene senza coesione sociale”.

Pubblicata il giorno 20/05/2013



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