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“La giusta parte” lunedì 20 maggio reading a Moncalieri

La giusta parte lunedì 20 maggio reading a MoncalieriIn occasione del 2° Festival della scrittura di legalità di Moncalieri presso l’Auditorium IIS “E. Majorana” – Strada Torino, 32, Alessandro Gallo presenterà in forma di reading alcuni brani de “La giusta parte” – Testimoni e storie dell’antimafia”. Un’orazione civile a metà tra la cronaca e la narrazione.

Introduce Andrea Iovine, Direttore BIMED

 

Pubblicata il giorno 7/05/2013

Recensione de “L’ultima volta che mi sono emozionato”

Recensione de “L’ultima volta che mi sono emozionato”Quella che segue è la recensione de “L’ultima volta che mi sono emozionato” di Giuseppe Miale di Mauro scritta da Emiliana Cristiano per Letteratu.it (fonte).

Giuseppe Miale di Mauro, classe 1975, napoletano. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica, oggi attore, autore e regista teatrale. Uomo eclettico e talentuoso, ha pubblicato nel 2012 il suo primo romanzo: “L’ultima volta che mi sono emozionato”. Il titolo del libro ha catturato la mia attenzione, forse per un’innata inclinazione verso la parola “ultimo/a”. Due ore intense; ho divorato le pagine dimenticandomi del resto. Alla fine dell’ultimo rigo, ho ripreso a respirare. Un piccolo capolavoro, una poetica fotografia della vita di un attore di teatro fagocitato dalla routine, sbeffeggiato dalla vita, schiacciato dalla paura.

Andrea Castiglia recita la parte di Otello in uno spettacolo teatrale: è il protagonista, osannato e capace, che conosce a memoria la sua parte, dopo centinaia di repliche. Nonostante il temperamento burbero e solitario, l’attore è riuscito a far innamorare Rosita – Desdemona -, una giovane ragazza ingenua e ancora indenne dai colpi barbari che a volte riserva la vita. Andrea è sul palco, pronto a recitare il monologo finale; la sua Desdemona giace sul letto e gli occhi del pubblico sono tutti sui due attori, i cuori in attesa. In quel momento accade qualcosa: l’attore si blocca, le parole gli restano in gola. Attimi di panico per tutti quelli dietro le quinte e di stupore per quelli in tribuna. Ecco però che Andrea si sblocca, conclude lo spettacolo e ancora disorientato scappa via, mentre gli altri attori si apprestano a recarsi in un ristorante, dopo aver svolto quasi meccanicamente il loro compito.

È a questo punto che si inizia a conoscere un po’ meglio Andrea: alcolizzato, beve e beve tanto per riscaldarsi dentro e fuori. Si fa compagnia con le bottiglie e squallidi filmini porno nella camera di un albergo, mentre con uno sforzo fisico e psicologico cerca di dare un senso a quanto appena successo. Arriva Rosita, vorrebbe consolarlo; i due tentano invano di avere un rapporto sessuale, ma Andrea è fisicamente e moralmente KO. Mentre sfiora la ragazza gli tornano in mente la madre e Francesca M., gli risuona soprattutto il suo giudizio finale: ti ritroverai a scoparti le ragazzine. Perché solo loro non ti chiederanno mai di assumerti delle responsabilità. E a te andrà bene così, perché sei un immaturo e non cambierai mai. E io non ci voglio stare più insieme a uno come te. Il bisogno più grande è la solitudine totale, per dare tregua a un mal di testa invadente e alle troppe domande che meritano una risposta. Ad un tratto, però, Andrea ha un’illuminazione: durante lo spettacolo, dopo anni, si è emozionato. Quella sensazione ormai dimenticata, è riemersa con forza e l’ha costretto a paralizzarsi. È vita che ritorna, sono i battiti che urlano forte per farsi sentire da tutto l’organismo. E quello che ci è apparso per metà romanzo un alcolizzato, acido e cinico attore, ci appare più umano. Andrea è solo un uomo a cui le cose non sempre sono girate per il verso giusto; talentuoso, non è riuscito a cogliere le occasioni che gli si sono presentate; meno che mai in amore: Francesca, la piccola luce che ha illuminato i suoi anni migliori, si è spenta proprio la sera in cui, sbattendo la porta, l’aveva lasciato per le sue troppe paure: paura di responsabilizzarsi, di entrare fino in fondo nel rapporto, di avere un figlio. È alla vita che l’attore si ribella con l’autodistruzione. Eppure la vita è sempre più forte di ogni decisione umana, sempre imprevedibile.

Non è una storia a lieto fine, però.

È un libro amaro, malinconico, profondo. È un libro che ha una morale: le cose importanti,essenziali, vanno difese dagli attacchi esterni e dalle inutili paure. Nulla dura per sempre e, per quanto possa far male, l’unica cosa che vale la pena fare è vivere, davvero.

Emiliana Cristiano per Letteratu.it

Leggi la scheda libro

Pubblicata il giorno 8/04/2013

Caracò partner del concorso letterario “Diverso sarò io”

Caracò partner del concorso letterario Diverso sarò ioCaracò è lieta di essere partner del concorso letterario “Diverso sarò io”, organizzato dall’Associazione Culturale Pescepirata, in collaborazione con il “Festival letterario San Giorgio” di Mantova Books.

Un concorso etico, apolitico, senza scopo di lucro e non ideologico, rivolto a tutti gli aspiranti scrittori ma anche a quelli affermati. Il tema portante è quello della diversità non solo come siamo abituati a pensarla, ma anche come qualcosa che riguarda tutti: ognuno è diverso nella propria individualità e nella propria sensibilità.

La prima edizione (2 Aprile-20 Maggio) vedrà la premiazione all’auditorium del festival il 9 Giugno e sarà replicato tutti gli anni.

Per informazioni:
http://www.pescepirata.it/bando_diversosaroio.pdf
http://www.diversosaroio.blogspot.it

Pubblicata il giorno 8/04/2013

Caracò partner de “Il Grido della Farfalla”, 5° meeting dell’informazione libera

Caracò partner de Il Grido della Farfalla, 5° meeting dellinformazione liberaSiamo felici di annunciare la nostra partecipazione, come media partner, a “Il Grido della Farfalla”, il meeting della libera informazione che dal 2009 si tiene annualmente a Ravenna, organizzato dall’associazione culturale Gruppo dello Zuccherificio.

IL GRIDO DELLA FARFALLA, è uno spazio di approfondimento su quei temi che molto spesso vengono sottaciuti o minimizzati dai media classici. È un modo per tornare in piazza, stare insieme, comunicare la  voglia di andare oltre agli slogan e proporre una alternativa e quel sistema di informazione che, nel nostro paese, cavalca temi populisti e non ascolta, invece, l’esigenza di quegli italiani che intendono solo essere informati. (…continua a leggere)

Pubblicata il giorno 10/03/2013

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